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Lavoro da casa: l'analisi di Endpoint Protector |
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l 2020 è
stato un anno difficile per il panorama lavorativo, la pandemia COVID-19
ha costretto le aziende ad adottare il lavoro da casa per rispettare
le politiche di contenimento della diffusione del virus. Alla fine
di questo anno impegnativo, Endpoint Protector esamina come
il lavoro da casa ha cambiato il modo di operare delle aziende. |
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Mentre il lavoro
a distanza si sta rivelando un passo positivo per molte aziende e
dipendenti in termini di produttività, la sicurezza dei dati
ha subito un duro colpo nel 2020. Le politiche di sicurezza informatica
e protezione dei dati, fino a prima della pandemia, ponevano lattenzione
soprattutto sulla protezione della rete e degli endpoint aziendali.
Lhome working ha ribaltato queste politiche. Molte organizzazioni
non sono riuscite a istruire adeguatamente i dipendenti sulle pratiche
di sicurezza da mettere in atto. |
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Il lavoro da
casa ha anche portato a un boom nell'uso dello shadow IT. L'adozione
non autorizzata di strumenti di videoconferenza, archiviazione di
file e servizi di condivisione, spazi di coworking virtuale e app
di messaggistica personale è esplosa perchè le aziende
non hanno fornito ai dipendenti gli strumenti adeguati quando hanno
iniziato a lavorare da casa. |
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Prima del 2020
il lavoro a distanza era oggetto di dibattito, la pandemia lo ha reso
realtà dall'oggi al domani. Sia i datori di lavoro che i dipendenti
sono ora in grado di valutare i suoi vantaggi sulla base dell'esperienza
diretta e sembrano tutti essere giunti alla stessa conclusione: lavorare
da casa è una buona cosa e dovrebbe rimanere. |
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Scopri i consigli
di Endpoint Protector per prevenire il furto e la perdita di dati: |
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lebook Data Loss Prevention Best Practices |
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